I travel manager vogliono che i dati dei loro programmi di viaggio generino approfondimenti, non solo report. Ecco alcune strategie per trasformare la montagna di dati in oro.
1. Impostare i giusti KPI.
Scegliete indicatori chiave di prestazione (KPI) che siano in linea con gli obiettivi del vostro programma. Questo darà una struttura ai vostri dati e vi aiuterà a misurare il successo.
2. Guardare al quadro generale.
Evitate di considerare i rapporti in modo isolato, perché è facile che non si colgano le tendenze più ampie. Cercate invece il perché dietro al cosa. Una volta conosciute le ragioni della spesa, le azioni potenziali diventano molto più chiare.
3. Creare storie.
La business intelligence consiste nel raccontare storie di dati altamente rilevanti e persuasive, personalizzate e fornite al pubblico di riferimento in modi facilmente comprensibili. Trovare le storie più avvincenti significa anche raccogliere dati da un insieme più ampio e meno strutturato di fonti, tra cui i canali di prenotazione, le informazioni GPS, le valutazioni dei fornitori e persino i social media. Raccontare storie di dati pensate per risuonare con i leader aziendali, i viaggiatori o i fornitori vi aiuta a vendere le vostre idee più velocemente e a influenzare le prestazioni del vostro programma in modo più efficace.
4. Andare oltre i rapporti.
I rapporti e le analisi fanno parte della business intelligence e il loro utilizzo offre molti vantaggi. Ma spingersi oltre, verso analisi e modelli più complessi, apre le porte a un mondo di possibilità completamente nuovo. Approfondite i vostri dati per anticipare i problemi di budget, adeguare le politiche, aumentare i volumi, trovare le lacune, fare benchmark del vostro programma internamente o esternamente e adeguare i KPI, il tutto prendendosi cura dei vostri viaggiatori.
