Dopo aver fatto il giro degli eventi del settore dei viaggi d’affari del 2026, come SAP Concur Fusion, ProcureCon e il congresso della Global Business Travel Association (GBTA), abbiamo chiesto a Teri Miller di BCD Travel e a Kelly Ellis di Advito cosa li abbia sorpresi di più, cosa il settore potrebbe trascurare e su cosa dovrebbero concentrarsi i travel manager in futuro. Le loro risposte rivelano diversi cambiamenti che probabilmente daranno forma alla gestione dei viaggi nel 2027 e oltre.
1. Il dibattito sull’IA è passato dalla fase sperimentale a quella di adozione
Forse il segnale più chiaro emerso dalla convention GBTA di quest’anno non è stato tanto che l’IA stia diventando più importante, quanto piuttosto quanto sia maturato il dibattito al riguardo.
Secondo Kelly Ellis, responsabile dell’area Global Engage presso Advito, le sessioni sull’IA hanno attirato un pubblico così numeroso che c’era gente in piedi. In passato, le discussioni alla conferenza erano dominate dalla sperimentazione dell’IA. Oggi l’attenzione si è spostata sull’adozione, l’integrazione e l’impatto aziendale dell’IA. La questione non è più se le organizzazioni abbiano accesso all’IA. La sfida è capire dove l’IA si inserisce nei flussi di lavoro, stabilire una governance e aiutare i dipendenti a usarla con sicurezza.
Perché è importante: l’acquisto di tecnologia potrebbe diventare più facile. Promuoverne l’adozione rimane invece una sfida.
Le organizzazioni che considerano l’IA come una sfida di trasformazione aziendale e di gestione del cambiamento, e non solo come l’implementazione di una tecnologia, saranno quelle che ne trarranno il massimo valore.

Kelly Ellis
Global Engage Practice Area Lead, Advito
2. Il vantaggio competitivo potrebbe derivare dalle persone, non dalla tecnologia
Molti responsabili dei viaggi stanno valutando piattaforme di IA, strumenti di analisi dei dati e funzionalità di automazione simili. Ciò che potrebbe distinguere i leader dai seguaci non è la tecnologia in sé, ma l’efficacia con cui le organizzazioni supportano i dipendenti durante il cambiamento. Due aziende possono implementare la stessa tecnologia e ottenere risultati completamente diversi. La cultura, la governance, la formazione e la comunicazione spesso determinano se i benefici promessi diventano realtà.
Perché è importante: la prossima fase degli investimenti nell’IA dipenderà in gran parte dall’aiutare le persone a usare questi strumenti in modo efficace.
3. Il settore potrebbe trascurare il lato umano del servizio
La tecnologia ha dominato molte discussioni durante l’evento, ma Teri Miller, vicepresidente esecutivo del Global Client Team di BCD, vede un’altra sfida a cui viene dedicata troppo poca attenzione.
«Ci siamo concentrati sulla gestione dei programmi, ma non abbiamo prestato molta attenzione al servizio in prima linea», afferma. Con l’espansione degli strumenti digitali e delle funzionalità self-service, il ruolo dei consulenti di viaggio esperti rimane fondamentale, soprattutto in caso di disservizi, emergenze e itinerari complessi.
Perché è importante: man mano che i programmi di viaggio automatizzano le transazioni di routine, la competenza umana diventa ancora più preziosa proprio quando i viaggiatori hanno più bisogno di assistenza.
Il settore sta affrontando continue sfide legate alla forza lavoro e ha bisogno di attrarre e formare nuovi talenti in prima linea.

Teri Miller
Executive Vice President – Global Client Team at BCD Travel
4. Il coinvolgimento dei viaggiatori sta diventando iper-personalizzato
Le comunicazioni tradizionali dei programmi di viaggio erano spesso pensate per un pubblico ampio. Questo approccio sta diventando sempre meno efficace. Ai responsabili dei viaggi viene chiesto di influenzare contemporaneamente le decisioni relative a costi, sostenibilità, gestione dei rischi di viaggio, conformità alle politiche di viaggio e soddisfazione dei viaggiatori. Rivolgersi a ogni viaggiatore con lo stesso messaggio non rispecchia più il modo in cui le persone fruiscono delle informazioni o prendono decisioni. Il futuro sta nel fornire informazioni pertinenti al momento giusto e nel contesto giusto.
Perché è importante: i programmi hanno sempre più bisogno di comunicazioni mirate, analisi comportamentali e coinvolgimento sensibile al contesto, invece che di campagne di sensibilizzazione generiche.
5. La resilienza sta sostituendo la previsione come strategia di pianificazione
Alla domanda su cosa dovrebbero privilegiare i responsabili dei viaggi nella pianificazione per il 2027, nessuno dei due leader ha indicato una singola tecnologia, normativa o tendenza. Entrambi si sono invece concentrati sulla preparazione.
Ellis ha affermato che i programmi di viaggio dovrebbero dare priorità all’adattabilità, alla governance, all’allineamento delle parti interessate e al coinvolgimento dei viaggiatori, piuttosto che cercare di prevedere esattamente quale tendenza sarà più importante. Anche Miller sottolinea l’importanza di prepararsi a un’evoluzione continua in settori come il self-service e gli investimenti nell’intelligenza artificiale. Il filo conduttore è la flessibilità.
Perché è importante: i programmi di viaggio di maggior successo potrebbero non essere quelli che prevedono correttamente il futuro. Potrebbero essere quelli pensati per adattarsi rapidamente quando il futuro cambia.
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