Traveler engagement, che cos’è e quanto conta nel tuo travel program

Per un traveler engagement di successo, i travel manager necessitano di un piano ben strutturato. Ecco come formularne uno di successo in 5 step.

I travel program ottengono risultati migliori quando i viaggiatori assumono un determinato comportamento che loro stessi hanno deciso di adottare, non perché costretti. La chiave è dimostrare come i loro interessi siano in linea con le necessità aziendali quando prendono decisioni durante una trasferta. Questo è il traveler engagement.

Traveler engagement, che cos’è

Il traveler engagement torna ciclicamente sulle scrivanie dei Travel Manager da qualche anno ormai, ma ancora poche aziende ne hanno fatto propri i principi. Al di la’ della moda che rende l’ultimo trend essenziale, il business traveler engagement porta risultati significativi sui conti delle nostre aziende.

Una forte sensibilizzazione verso la Travel Policy e il coinvolgimento nelle fasi principali di un buon processo di gestione travel sono i principali punti di successo.

Perché non è più possibile ignorare il travel engagement

Ignorare i vantaggi di un traveler engagement che funziona non solo rischia di far passare il tema in sordina, ma di creare dissenso, confusione e sempre più debole adesione alla Travel Policy. Questo soprattutto per tre motivi. Il primo è l’avvicendamento generazionale in azienda. I Millennials cominciano a conquistare fette sempre più grosse di popolazione aziendale, influenzando anche le altre fasce di età.

Anche l’aspettativa legata all’esperienza travel è una componetene che può fare la differenza nella tua strategia di traveler engagement. I business traveler sono portati ad aspettarsi lo stesso livello di scelta di cui godono per i propri viaggi personali.

Il rapporto diretto con i fornitori non è da sottovalutare. I travel supplier interagiscono sempre più direttamente con i viaggiatori, coinvolgendoli in un’esperienza di consumo che influenza profondamente il loro comportamento di acquisto.

I travel manager di oggi non hanno più scuse. Per evitare rischi e possibili danni irreversibili al successo del travel program aziendale, è necessario pensare al travel engagement come tema tutt’altro che accessorio.

Oggi i travel manager possono contare su dati e su una capacità di analisi prima impensabili. Su abilità comunicative e di marketing diffuse e su una tecnologia finalmente in grado di tenere il passo. E, soprattutto, possiamo aggiungere alla lista la possibilità di avere accesso immediato all’expertise di cui abbiamo bisogno in questo campo, grazie al supporto di consulenti sempre più preparati e completi.

I 5 pilastri del traveler engagement

Ricordati, prima di metterti al lavoro, che hai dalla tua cinque pilastri dai quali partire e ai quali ritornare in caso di necessità:

Move chip traveler engagement BCD Travel Italia Intelligence – Insight e dati rilevanti sono le nostre fondamenta sulle quali costruire.
Move metodo traveler engagement BCD Travel Italia Metodo – Lo sviluppo passa da un insieme ben definito di best pratice, supportate dai nostri migliori casi di successo.
Move advertising traveler engagement BCD Travel Italia Marketing – Il successo non e` tale se non e` noto a tutti: la comunicazione rafforza la consapevolezza e supporta le decisioni dei nostri viaggiatori.
Move heart traveler engagement BCD Travel Italia Il contatto umano – Ogni fase puo` essere supportata da una “spalla” fisica, una presenza costante che rende personale l’aiuto al nostro lavoro: il consulente travel.
Move tecnologia traveler engagement BCD Travel Italia Tecnologia – Il fattore umano si traduce nella spiccata flessibilita` tecnologica che permette di rendere unico ogni tool in base alle nostre singole esigenze.

L’ultimo white paper di BCD Travel, Get Engaged: Empowering Travelers to Make Smart Buying Choices, offre consigli per ottenere un buon livello di coinvolgimento. Lo scopo è incoraggiare i viaggiatori a prendere decisioni economicamente vantaggiose che incrementino la loro esperienza e la loro sicurezza.

Il risultato? Le aziende risparmiano sulle spese travel e i dipendenti sono più motivati, sapendo di aiutare l’azienda mentre aiutano sé stessi. Per un traveler engagement di successo, i travel manager necessitano di un piano ben strutturato. Ecco come formularne uno efficace in 7 step.

Hai bisogno di una consulenza per una strategie di traveler engagement?

Vuoi ottenere maggiori informazioni riguardo a come le strategie comunicative possono aumentare la soddisfazione dei viaggiatori e i risparmi per i travel program? Chiedi al tuo account BCD Travel dedicato ulteriori dettagli, oppure scrivi a [email protected].

7 aree di lavoro per costruire un traveler engagement di successo

1. Definisci gli obiettivi

Comincia col chiederti: quale comportamento dei business traveler necessita un cambiamento, e perché?

La risposta ti porterà ai messaggi chiave che devi comunicare ai viaggiatori. Ecco alcuni esempi: è necessaria questa trasferta? Puoi risparmiare tempo e stress usufruendo di soluzioni alternative a trasferte per riunioni di lavoro? Hai prenotato volo e hotel insieme? Come possiamo contattarti se hai bisogno di aiuto?

2. Mastica un po’ di marketing 

Di nuovo, comincia dal porti qualche domanda. Del tipo: quali messaggi stiamo comunicando al momento ai nostri viaggiatori? Sono chiari? Quanto spesso e a che punto del lifecycle della trasferta ci mettiamo in contatto con i viaggiatori?

Quali canali utilizziamo per comunicare? Vale la pena fare un sondaggio e intervistare i viaggiatori per capire se pensano che le attuali comunicazioni siano loro chiare, tempestive e utili.

3. Definisci un budget

Creare una campagna di comunicazione integrata professionale per migliorare il comportamento dei viaggiatori richiede diversi investimenti. E avrai bisogno di dimostrare perché è una spesa per la quale vale la pena l’investimento. Una soluzione è trovare somme relativamente ristrette in budget esistenti per creare un business case.

Coinvolgi risorse professionali per definire una roadmap strategica di comunicazione che evidenzi cosa sarà necessario per raggiungere l’obiettivo e come colmi il gap tra l’attuale comportamento dei viaggiatori e quello desiderato. Questo ti aiuterà ad esporre in maniera efficace la questione al tuo senior management, al reparto marketing o qualsiasi altro reparto competente.

4. Rendi il tuo travel program un vero e proprio brand

Molti travel manager sono sorpresi quando scoprono i benefici che si possono ottenere dal brandizzare il proprio travel program. Dargli un nome distintivo e una visual identity non è un esercizio di stile. Fornisce visibilità e credibilità. Crea un legame con i business traveler – un servizio nel quale credono quando hanno bisogno che qualcuno li aiuti in fase di prenotazione o in trasferta.

5. Realizza un piano di comunicazione

Pianifica una serie di campagne  per evitare azioni di marketing concentrate in una volta sola. Per ciascuna comunicazione, decidi quali canali e strumenti potrebbero essere più appropriati per il messaggio da trasmettere.

I travel manager necessitano di un bilanciamento tra comunicazioni push e pull, così da non inondare di informazioni i viaggiatori ed ottenere l’effetto opposto.

6. Ascolta

La comunicazione è sempre una strada a doppio senso. Ascoltare i messaggi dei viaggiatori è tanto importante quanto comunicar loro i messaggi aziendali. Se i viaggiatori sono consapevoli del fatto che i loro bisogni sono effettivamente ascoltati e presi in considerazione, è molto più probabile che leghino con il brand del travel program e prestino attenzione alle tue comunicazioni.

Ascoltare i viaggiatori è anche essenziale per venire a conoscenza di ciò che funziona nelle loro prenotazioni e nelle loro esperienze di viaggio e cosa no; ricorda, più i bisogni dei traveler si incontrano con gli obiettivi del travel program, più quest’ultimo avrà successo. Questo è il traveler engagement!

7. Misura il ROI delle comunicazioni

Le analisi dei dati realizzate con strumenti avanzati permettono ai travel manager di creare valore attraverso l’efficacia delle campagne marketing di traveler engagement. Per esempio, misurare la reazione dei dipendenti osservando la media del numero di giorni in anticipo con i quali i viaggiatori prenotano prima e dopo il lancio di una campagna realizzata appositamente per fare in modo che acquistino con più largo anticipo.

Ed è semplice stimare la riduzione dei costi ottenuta dalla campagna di prenotazione in anticipo: ad esempio, calcolare il costo di biglietti prenotati 21 giorni prima alla trasferta rispetto al costo di biglietti prenotati 7 giorni prima. Se un numero maggiore di viaggiatori prenotasse con 21 giorni d’anticipo più spesso – e spendesse meno soldi nel processo d’acquisto – i dati dimostrerebbero i risultati di riduzione dei costi della tua campagna.

The Corporate Travel Manager Guide

La figura del corporate travel manager è sempre più rivolta alla necessità di avere sotto controllo la gestione dei viaggi d’affari dei dipendenti. Il travel manager porta con se un’attività cruciale per le aziende. Non farti trovare impreparato, consulta la guida di BCD Travel dedicata al Corporate Travel Management.

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