Come sono cambiati i Business Travel dopo l’11 settembre

L’11 settembre ha indubbiamente scosso il mondo, non solo nel settore del travel e dei viaggi d’affari. Ecco come sono cambiati i Business Travel dopo gli attacchi alle Torri Gemelle.

L’11 settembre ha indubbiamente scosso il mondo, non solo quello del settore viaggi e del business travel. Questo è stato il peggior attacco terroristico dei tempi moderni, causando numerose implicazioni per i turisti e per tutti coloro che viaggiano per lavoro. Nonostante l’introduzione di nuove misure di sicurezza, i viaggi aerei sono ancora considerati poco sicuri. Ecco cosa è cambiato dopo l’11 settembre.

Il Dipartimento di Stato americano definisce il terrorismo come “l’uso premeditato o la minaccia di violenza da parte di individui o sottogruppi al fine di ottenere un obiettivo politico o sociale” che spesso si estende oltre le vittime immediate.

Da martedì 11 settembre 2001 il settore del turismo è stato quello più fortemente influenzato dai fatti del World Trade Center. Gli impatti sono stati drammatici, diffusi e di lunga durata. Ciò ha spinto turisti e business traveler a modificare le loro abitudini di viaggio in aereo. Con conseguenti flessioni nei numeri dei passeggeri aerei fino al 50%. A sua volta, l’11 settembre ha causato il primo anno di crescita negativa nella travel industry per due decenni. Va detto che la piena portata degli impatti derivanti dagli attacchi terroristici alle Torri Gemelle non sarà mai conosciuta, considerato il picco di crescita raggiunto dal settore turistico e dei viaggi prima dell’11 settembre.

Gli effetti sulla travel industry degli attacchi dell’11 settembre

Gli attacchi terroristici hanno causato una riduzione significativa dei numeri dei passeggeri e dei tassi di occupazione, in quanto i turisti sono apparsi immediatamente riluttanti a viaggiare. Un po meno i business traveler che sono costretti a spostarsi per motivi di lavoro. Gli attacchi dell’11 settembre hanno avuto numerosi effetti a catena sull’economia mondiale. È stato stimato che fino al 2002 gli attacchi dell’11 settembre hanno generato una perdita complessiva di 36 miliardi di dollari nella travel industry.

L’industria aerea è stata la più colpita. Sono numerose le compagnie aeree che hanno tagliato i costi per rientrare dalle perdite improvvise. Solo American Airlines e United Airlines hanno tagliato più di 20.000 posti di lavoro. British Airways e Air Canada hanno dovuto rinunciare a 5.000 posti di lavoro a causa del calo del numero di passeggeri. Dopo l’11 settembre, l’industria aerea mondiale ha perso un terzo del valore del suo comparto tra voli, flotte, equipaggio e passeggeri.

Nell’agosto precedente l’11 settembre, i viaggi aerei negli Stati Uniti hanno raggiunto un livello record con 65,4 milioni di passeggeri. Il viaggio aereo post 11 settembre è diminuito sostanzialmente. Il volume dei passeggeri pre 11 settembre è stato raggiunto per la prima volta solo nel luglio 2005, con un incremento di circa il 9,7%.

Come sono cambiate le abitudini dei traveler dopo l’11 settembre

Gli attacchi hanno avuto un impatto sul desiderio dei turisti di viaggiare perché li hanno fatti sentire insicuri e non disposti a viaggiare, questo può essere identificato da 4 milioni di arrivi internazionali in meno nel mondo nel 2001 rispetto all’anno precedente. Vari studi dedicati agli attacchi dell’11 settembre hanno evidenziato che i turisti sono stati ampiamente influenzati dagli avvenimenti. Essi hanno modificato i loro schemi di vacanza se aumenta la minaccia del terrorismo.

Diverse ricerche condotte a partire dal 2002, hanno rilevato che il 39% dei traveler abitudinari avrebbero modificato i loro piani di viaggio. Addirittura uno studio condotto nel 2007 dall’Hospitality and Tourism Management, ha rilevato che l’84% dei viaggiatori era poco propenso a viaggiare proprio a causa di possibili attacchi terroristici. In generale, il 69% degli americani ha dichiarato di aver modificato le proprie abitudini nel tempo libero a causa degli attacchi dell’11 settembre.

Le scelte dei viaggiatori di visitare i paesi musulmani altamente popolati hanno subito un declino rilevante, in quanto hanno iniziato ad essere considerate destinazioni rischiose. D’altro canto, a beneficiare di questo calo di prenotazioni per località “caldamente sconsigliate” sono state le destinazioni turistiche (ed economiche) più sicure. Ad esempio gli arrivi nelle Isole Baleari e in altre destinazioni europee hanno conosciuto un aumento considerevole di turisti. Ciò vale anche per gli investimenti, e solo negli ultimi anni si inizia a percepire una certa stabilizzazione.

Come gli interventi legislativi post-11 settembre hanno influenzato i traveler

A seguito degli attacchi il Governo Federale Americano ha introdotto una nuova legislazione e ulteriori misure di sicurezza tra cui; screening di tutte le borse, maggiore sorveglianza, un nuovo sistema di permessi e ricerche a campione sui passeggeri. Inoltre, determinati visitatori stranieri vengono registrati con rilevazione delle impronte digitali e fotografati per scandagliare l’elenco di controllo CIA dei terroristi e il database criminale internazionale.

Successivamente nel 2006 l’Unione Europea ha convenuto che le agenzie di Intelligence americane avrebbero avuto accesso a informazioni riservate sui passeggeri transatlantici, al fine di aumentare la sicurezza e migliorare la protezione del Paese. Queste nuove misure sono state supportate dallo sviluppo del Dipartimento per la Sicurezza Interna che ha istituito un nuovo dipartimento per la sicurezza aeroportuale, il Transport Security Administration.

Da queste misure legislative ci si attendeva il ripristino della fiducia dei traveler nei viaggi aerei. Tuttavia gli sviluppi messi in atto da USA, dai governi globali e dai maggiori player internazionali hanno avuto un successo piuttosto contenuto. Ciò a causa dell’emergere del “fattore problematico“. Le misure di sicurezza aumentate sono diventate un peso per il viaggiatore. Ad esempio i passeggeri devono arrivare due / tre ore prima del decollo del volo e subire lunghi ritardi a causa dello screening supplementare in aeroporto. Di conseguenza, questo ha allontanato ulteriormente – e per lungo tempo – le persone dai viaggi aerei. Indirizzandoli verso il trasporto su strada o su rotaia.

11 settembre e sicurezza del Business Traveler

Per i business traveler, l’11 settembre è stato un evento molto diverso da quello che i media hanno raccontato per anni nei canali tradizionali. La loro attenzione si è concentrata per lo più nel racconto del dolore delle migliaia di persone che hanno perso la vita in questo evento catastrofico. Tuttavia è necessario considerare una logica economica e logistica dietro l’attacco.

Nel complesso, gli attacchi dell’11 settembre hanno avuto numerosi impatti in tutto il mondo. La necessità dei business traveler di spostarsi in sicurezza è diventata una delle maggiori preoccupazioni, non solo per l’azienda. I viaggiatori d’affari, specialmente quelli che abitualmente viaggiano all’estero, ormai sanno che molti dipartimenti di viaggio aziendali – un tempo esclusivamente dedicati alle prenotazioni delle trasferte e alla gestione delle spese travel – si stanno muovendo con forza per migliorare le travel policy con politiche di sicurezza rivolte al viaggiatore.

Solo per fare un esempio, dopo l’11 settembre, quando i travel manager aziendali hanno dovuto affrontare decine di migliaia di business traveler bloccati negli aeroporti USA e di tutto il mondo, molte aziende si sono mosse velocemente per adottare importanti cambiamenti nei travel program e sui sistemi di sicurezza del viaggiatore, fino a quel momento chiaramente obsoleti.

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