Viola e il gusto dei viaggi incentive: Mice cream al mango

Viola non si ferma mai: tra una trasferta e l’altra, ci racconta oggi l’appuntamento di follow-up per l’organizzazione di un viaggio incentive in Sud America.

Questa seconda metà di luglio è davvero vorticosa: con un ritmo di due eventi a settimana, sto passando – e passerò – questi giorni girando per tutta Italia, cavalcando l’onda delle ultime date in calendario prima di agosto. Mercoledì scorso, ad esempio, ero a Roma per seguire un cocktail party aziendale all’ombra del Palatino e ne ho approfittato per fissare un appuntamento di follow up con uno dei nostri clienti del settore automazione. La mia referente in azienda si trovava nella capitale per partecipare a un corso di formazione, quindi ho deciso di cogliere l’occasione per un incontro face-to-face.

Sono arrivata in città da Firenze alle tre del pomeriggio e il richiamo è stato inevitabile: sapevate che ci sono ben due gelaterie che catturano immediatamente l’occhio appena passati i gate di Termini?
Con una bella cialda a base mango alla mano, sono andata spedita verso l’appuntamento esotico che mi aspettava: il tema era il prossimo viaggio incentive in Sud America per i capisquadra dell’azienda.

Un brief del genere permette di esprimere al massimo grado il nostro know-how in fatto di viaggi, strizzando l’occhio al leisure nei contenuti, ma mantenendo alta l’attenzione business, anche grazie all’inserimento in itinerario di due visite allo stabilimento distaccato nell’area di San Paolo.
Mettere insieme i vari elementi del programma – soprattutto quando le mete sono così particolari, ricche e a lungo raggio – è facile. Anzi no, in realtà definirlo “facile” non è corretto: è immediato avere tante opzioni a disposizione, ma trovare la quadra tra quello che effettivamente può rientrare con successo nel bilancio costi-benefici non è poi tanto banale.
Con la cliente, ho vagliato tutte le attività e le diverse esperienze possibili, valutando opportunità, ulteriori voli interni e avvicinamenti in loco, oltre ovviamente al valore intrinseco dei nostri partner sul territorio.

Pensando ai vari step di processo, abbiamo individuato tutte le possibilità di comunicazione a nostra disposizione. Se è vero che ogni scelta e ogni singolo elemento messo in campo comunica qualcosa, faremo in modo di sfruttare anche i canali più opportuni per veicolare messaggi espliciti chiari. Dall’itinerario e dai documenti di viaggio, passando per i gadget in aeroporto, fino ai menù e alle attrezzature per le escursioni: l’azienda ha modo di firmare ogni singolo dettaglio dei dieci giorni, permeando di significato i momenti, fino a toccare il culmine nelle visite alla filiale e nella festa di chiusura, le due occasioni topiche e celebrative per eccellenza.

Grazie all’esperienza nel settore travel a 360 gradi, ancor prima che a quella acquisita nel ramo eventi, gestire richieste di questo genere è per noi pane (gelato? 😉 ) quotidiano. E, grazie all’organizzazione completa e flessibile, siamo anche in grado di costruire e di modulare intorno alle esigenze del cliente il programma incentive che comprende ma non si limita al singolo viaggio. Due settimane fa abbiamo parlato, ad esempio, di team building, che è spesso associato a questo tipo di viaggi (essi stessi ne fanno propri gli obiettivi), ma l’incentivazione può anche essere completata (o circoscritta per ragioni di budget) da attività puntuali, come la destinazione di buoni da spendere in servizi travel alla popolazione aziendale.

Moltissime possibilità si compongono in puzzle finali variopinti e multidimensionali, studiati per stimolare la curiosità verso nuove mete (anche professionali), sedimentare la relazione e motivare in modo profondo i collaboratori. Nel modo più coinvolgente, grazie al gusto esotico, al senso di evasione e soddisfazione di fare un viaggio impegnativo senza pensieri e alla scoperta di una nuova avventura.